È difficile migliorare i tuoi obiettivi se non ti abitui ad ascoltare te stesso

Non puoi non ascoltare te stesso se vuoi davvero migliorare e raggiungere i tuoi obiettivi.

Quante volte hai cercato di migliore delle situazioni, sia personali che professionali?

Quante volte hai cercato di risolvere delle situazioni senza successo?

Bene. La soluzione è dentro di te perché l’obiettivo vero, sei TU.

La soluzione non va cercata ma va ascoltata, perché è già nel tuo presente.

Per farlo devi ascoltare te stesso ed è una questione di abitudine.

Qual è il primo passo?

Iniziare ad ascoltare te stesso. Questo è il primo passo.

Ora, qui ci sono due notizie, una buona ed una cattiva.

La cattiva notizia è: fare il primo passo sembra difficile, per il semplice motivo che non lo hai mai fatto.

Come tutte le cose sembrano difficili quando ne resti fuori.

Quando entri dentro, dentro te stesso, ti rendi conto che non è difficile come sembrava da fuori.

La buona notizia è: il primo passo è l’unico dal quale non si torna più indietro.

Fatto il primo passo inizi un percorso che ti porta dritto verso la tua luce.

La TUA luce è l’unica che ti può illuminare, il resto sono solo abbagli


Noi abbiamo una bussola interna che non mente mai, dice sempre la verità. Si chiama Happy.

Tutto sta nel settarla (ascolto) in maniera corretta, il resto sono indicazioni corrette come riflesso del tuo settaggio iniziale.

Il settaggio è: ascoltare te stesso.

Attenzione, ascoltare te stesso non significa interpretare quello che ascolti.

Se interpreti quello che ascolti lo confini all’interno della tua zona di comfort e trasformi l’oro che arriva dal tuo interno, in piombo, pesante e inutile.

Il piombo infatti, spesso è funzionale per andare a fondo.

Ascoltare te stesso significa celebrare la tua verità autentica che arriva dalla tua essenza, che è autentica.

Ed è l’accoglienza di questa tua verità autentica che ti permette di calibrare i tuoi obiettivi e migliorarli.

Nel libro Happy Goals e nel metodo OttoVolante ci sono tutti gli strumenti che ti permettono di ascoltare te stesso, nella tua vera essenza.

Qui è bene fare una precisazione.

C’è una grande differenza fra ascoltare te stesso e sentire te stesso

ascoltare te stesso

Sentire significa non ascoltare.

Quando sentiamo e basta, significa che non ascoltiamo e quando lo facciamo con noi stessi creiamo disastri.

Ovvero caos negli astri, nei nostri astri.

È qui che si prendono decisioni sbagliate.

Quindi non calibriamo gli obiettivi ma li allontaniamo, spesso ottenendo ciò che non vogliamo.

Invece, quando ascolti te stesso, è diverso.

Perché ascoltare te stesso significa dedicare attenzione alla tua parte autentica, quella vera.

Ed è nella verità che dimora la libertà.

Gli obiettivi portano alla libertà, altrimenti sono solo capricci.

Ora, che differenza c’è fra sentire e ascoltare?

La differenza fra sentire e ascoltare è l’impegno

L’impegno nasce dall’attenzione, quella che dedichi a te stesso.

L’attenzione non implica l’interpretazione, altrimenti non è più attenzione neutra ed equilibrata, ma il riflesso della convenienza.

E non è detto che quella convenienza sia conveniente anche per te.

Ascolta te stesso, il tuo Happy.

Happy ti parla dal profondo del tuo stomaco, dove c’è la tua luce.

La tua luce è l’unica che può illuminare la tua direzione, quella vera, autentica.

potenza inconscio

Perché è tua e di nessun altro.

Ascoltare te stesso è il primo passo, concreto e reale, per migliorare i tuoi obiettivi.

La tecnica viene dopo, altrimenti se metti la tecnica in primo piano, ti porta dove vuole lei e non è detto che è dove tu vuoi andare.

La tua direzione, quella giusta per te è già all’interno di stesso.

Ha un suo inno, con una melodia precisa. Devi solo ascoltarla.

Ed è una questione di abitudine che poi, crea beatitudine.

Ascoltare te stesso è il primo passo per andare a prenderti quello che davvero vuoi.

Perché ottenere non è il riflesso dell’avere ma dell’essere.

Come i Goals sono il riflesso di Happy.