La gratitudine è la madre delle abitudini di successo

Essere aggraziati o disgraziati determina la qualità della vita.
Essere aggraziati o disgraziati determina la qualità della vita.

Essere aggraziati o disgraziati determina il grado di felicità.

Nella vita personale, nel lavoro e nelle relazioni, sia con noi stessi che con gli altri.

Qual è la differenza fra essere aggraziati o disgraziati?

La differenza sta in due fattori.

  1. È un fatto tecnico
  2. È una questione di abitudine

Chi si lamenta di quello che non ha, otterrà sempre meno.

Chi ringrazia per quello che ha, otterrà sempre di più.

La matematica come la gratitudine, non è una opinione, è un fatto tecnico

Il nostro umore a fine giornata è la conseguenza di tutte le azioni che abbiamo fatto durante la giornata.

La qualità della nostra vita è la conseguenza di ogni nostra giornata, che a sua volta è la conseguenza di ogni azione che abbiamo fatto durante le nostre giornate.

Perché la vita è anche un fatto tecnico, come la differenza tra essere aggraziati o disgraziati.

Qui, entra in gioco la gratitudine (Happy) indispensabile per vivere bene e realizzarsi (Goals).

Si lo so… Di gratitudine ne parlano tutti.

Noi invece non ne parliamo.

Noi di Happy Goals ti diciamo come si usa la gratitudine (aggraziati) e come non si usa (disgraziati).

Perché è sempre una questione di scelte.

Tutti noi viviamo per abitudini, che sono alla base della sopravvivenza e del risparmio energetico della mente.

Quando l’abitudine della gratitudine diventa consuetudine, ecco che si aprono le porte della beatitudine

Ed è molto meno difficile di quello che sembra.

Ora vediamo come.

La gratitudine è l’essenza della potenza, perché celebra la potenza riconoscendola.

Gli da una direzione positiva (Happy) ed attraverso l’abitudine della gratitudine ecco che si ottiene la beatitudine.

Si smette di fare sforzo perché si vive nella forza.

Ogni abitudine è un fatto tecnico.

Come lo è il piangersi addosso, lamentarsi, dare la colpa agli altri.

Oppure il celebrare la vita, godere delle piccole cose (che tutte insieme rendono grande la vita), riconoscere la nostra potenza e quella degli altri.

Anche l’assenza di gratitudine, essere disgraziati, è un fatto tecnico.

Si basa sulla abitudine di non ringraziare, quindi di dare per scontato tutte le cose che abbiamo.

Quando diamo per scontato le cose che abbiamo, ecco che non le riconosciamo per quelle che sono.

Fare sconti di ciò che abbiamo significa mettere in saldo la nostra vita

Quando non riconosciamo quello che abbiamo, perché lo scontiamo, lo pretendiamo dagli altri.

Ad esempio: ci hai mai fatto caso che chi si lamenta della maleducazione delle altre persone, magari del fatto che non dicono mai grazie, sono proprio quelle persone che non ringraziano quasi mai?

Chi pretende delle cose dagli altri è perché non le riconosce in se stesso.

Seguimi attentamente.

Ogni azione che viene ripetuta per un numero di volte e per un numero di giorni, crea un abitudine.

E noi viviamo per abitudini.

Non c’è molto altro da capire. È abbastanza semplice.

Una volta compreso il meccanismo (fatto tecnico) ti occorre solo capire in quale direzione veicolare la tecnica, ovvero l’abitudine

gratitudine

Se ti lamenti ti abitui a lamentarti e ottieni il risultato.

Se ringrazi ti abitui a ringraziare e ottieni il risultato.

Il processo non cambia, devi solo scegliere in che direzione andare.

Verso il basso (restare a terra) o verso la l’alto (volare), come insegna il metodo Ottovolante.

Facciamo un esempio.

Ci sono persone che hanno tutti e due i piedi, mani, vista, udito, voce, creatività, salute, casa, cibo, letto, acqua corrente, tecnologia, amici, conoscenti, soldi, macchina, lavastoviglie, lavatrice, riscaldamento, interessi, hobbies…

E si lamentano perché gli mancano delle cose.

Perché spesso l’essere umano vuole quello che non ha, si dimentica di avere perché non si ricorda di essere

Ora, qui non si tratta di accontentarti, ma di essere contento delle cose che hai.

Qualche decennio fa la maggior parte delle cose che oggi abbiamo, non c’erano.

L’unico punto di partenza per creare una abitudine che diventa una consuetudine e poi beatitudine è riconoscere, celebrare quello che hai, più volte al giorno.

Ringrazia di avere un letto, quando vai a dormire e quando ti alzi.

Ringrazia di avere un tetto, acqua, calore, cibo, salute, mani, piedi, vista, udito, voce, salute, computer, smartphone, macchina, lavastoviglie, spazzolino, interessi, creatività, amici, famiglia…

La lista è lunga, bella e piena di luce.

Una volta che inizi a ringraziare, la disgrazia (come conseguenza di una abitudine) inizia a sciogliersi sotto la luce della gratitudine

happy goals

Sotto la luce della gratitudine, sotto il calore della tua luce, inizia a crescere il tuo giardino della gratitudine.

Che vive della tua luce e non di quella degli altri.

Ed è molto meno difficile di quello che sembra.

Ricorda che è solo un fatto tecnico.

Non esistono segreti per la felicità, come non ne esistono per l’infelicità.

Sono la conseguenza di abitudini.

Quando ringrazi, i problemi spariscono?

Ovvio che no.

Ma li vedi per quello che sono e li affronti, non più da solo, ma con la parte migliore e più forte di te.

Happy sente la tua gratitudine, ti parla dallo stomaco.

Si accende il motore del tuo jet interiore, supersonico, potente e sei pronto per spiccare il volo.

Decollare e volare o rimanere a terra mangiando la polvere di chi decolla sono scelte, non condizioni esterne

Le condizioni si creano, ringraziando ciò che già hai e di riflesso riconoscendo chi sei.

Inizia dalle piccole cose. Non aspettare di fare le grandi cose.

Le grandi cose sono capaci di farle tutti, perchè basta fare una grande cosa una volta sola.

Una volta sola non è una abitudine.

Sono le piccole cose, che tutte insieme, una dopo l’altra, creano una serie di grandi cose.

Quando questa sequenza sacra della gratitudine diventa una abitudine (Happy), la gioia e la potenza diventano consuetudine, ottieni la beatitudine

Come fare?

FALLO ORA E RIPETILO, RIPETILO, RIPETILO…

Inizia a ringraziare per tutto quello che hai.

Rendi la tecnica dell’abitudine il centro di comando del tuo Ottovolante.

Accendi i motori.

Parola d’ordine: GRAZIE.