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Ci dicono che a Natale siamo tutti più buoni, ma a cosa serve?

A Natale siamo tutti più buoni

Quante volte abbiamo sentito dire che a Natale siamo tutti più buoni? Che senso ha?

A che cosa serve essere più buoni un solo giorno su 365 l’anno?

E poi più buoni rispetto a che cosa?

La bontà non ha niente di speciale se non viene dosata. Anzi, la bontà in sovra dosaggio diventa criminale.

Perché non c’è equilibrio e spesso serve per pulirsi la coscienza o per addolcire l’amarezza.

Lo stesso vale per il veleno. Siamo abituati a vedere il veleno come pericolo, in realtà è sempre una questione di dosi.

Il veleno nella giusta dose può essere curativo, come la dolcezza in sovra dosaggio può essere distruttiva.

La dose si basa sempre sull’equilibrio, che è la madre di ogni virtù


Essere più buoni un solo giorno dell’anno è apparenza, che infatti scompare dopo Natale.

Apparenza, che come il fumo si dissolve nella routine del resto dell’anno.

Invece la routine non deve dissolvere ma deve amplificare.

Questo accade quando si è padroni del dosaggio.

Per essere padroni del dosaggio occorre equilibrio, che agisce a livello temporale attraverso la costanza

La costanza permette di dosare quotidianamente la bontà, ogni giorno per 365 giorni l’anno.

È così, nel silenzio dell’equilibrio e della costanza che grazie alla routine si creano nuove abitudini felici che vanno a sostituire le abitudini vecchie, spesso infelici.

Altrimenti il sovra dosaggio per un giorno è solo illusione, scompare dopo Natale.

La natura e la vita ci insegnano ogni giorno dei 365 l’anno, che la costanza è l’espressione temporale dell’equilibrio.

Anche il veleno in piccole dosi può essere perfino terapeutico, curativo. La differenza non sta nell’oggetto ma nell’uso che se né fa

natale

L’equilibrio grazie alla costanza rende il tutto concreto nei 365 giorni dell’anno.

Quindi, non c’è niente di speciale nell’essere più buoni a Natale o in qualsiasi altro giorno dell’anno. Essere in sovra dosaggio di bontà un solo giorno dell’anno non è difficile.

Sono le piccole azioni quotidiane che nutrite ogni giorno dalla nostra parte migliore, germogliano nel giardino del nostro cuore

Nel giardino del cuore non servono i fiori di plastica dell’apparenza, ma i semi veri che dimorano nel nostro stomaco, dal quale il nostro Happy ci parla.

Quei semi sono i nostri e vanno seminati per poter germogliare nel cuore.

La semina implica costanza e quindi equilibrio, dosaggio fra spazio e tempo.

Questa è magia.

L’illusione è apparenza per un giorno e poi giustamente scompare.

La magia è quotidiana, resta a colorare spazio e tempo.